Il pesce e gli integratori che contengono Omega 3 possono abbassare la pressione sanguigna. Questo effetto è simile o addirittura superiore a quello ottenuto riducendo il consumo di alcol, sale e aumentando l’attività fisica. Consumare regolarmente EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) potrebbe aiutare a limitare l’utilizzo dei farmaci per il controllo della pressione. Queste informazioni derivano da una ricerca condotta presso il Center for Epidemiology, Biostatistics and Computational Biology in Colorado (USA) e pubblicata sull’American Journal of Hypertension.

Lo stile di vita errato influisce sull’ipertensione

La pressione sanguigna elevata, nota come ipertensione, colpisce circa un terzo degli uomini e delle donne in Italia e può causare problemi cardiovascolari come coronaropatie e insufficienza cardiaca. La pressione è determinata dalla pressione sistolica e diastolica, misurata rispettivamente quando il cuore si contrae e si rilassa. Una pressione superiore a 140 mmHg per la sistolica e 90 mmHg per la diastolica viene considerata alta. La maggior parte dei casi di ipertensione è causata da stili di vita poco salubri come cattiva alimentazione, abuso di alcol, sedentarietà, fumo e stress. EPA e DHA possono contribuire a ridurre la pressione sanguigna

Omega-3 EPA e DHA: Effetti maggiori sui pazienti con ipertensione

La ricerca ha esaminato 70 trial su adulti che hanno ricevuto EPA + DHA sotto forma di integratori o consumando pesce per più di 3 settimane, e su adulti che hanno ricevuto un placebo. Alcuni dei partecipanti avevano pressione alta ma non assumevano farmaci, altri invece avevano pressione sanguigna nella norma. Rispetto al gruppo che ha ricevuto il placebo, il consumo di EPA e DHA ha causato una riduzione media della pressione sistolica di 1,52 mmHg e della pressione diastolica di 0,99 mmHg in tutti i soggetti trattati. Gli effetti più significativi sono stati osservati negli adulti ipertesi, con una diminuzione media della pressione sistolica di 4,51 mmHg e della pressione diastolica di 3,05 mmHg.

Anche coloro che non soffrivano di pressione alta hanno tratto beneficio dai trattamenti, mostrando una riduzione della pressione sistolica di 1,25 mmHg e della pressione diastolica di 0,62 mmHg. Inoltre, una riduzione della pressione sistolica di 1,75 mmHg e della pressione diastolica di 1,11 mmHg è stata evidenziata anche tra i soggetti che assumevano integratori a base di olio di pesce, indipendentemente dallo stato iniziale della pressione sanguigna. I risultati ottenuti nei pazienti ipertesi sono stati simili o addirittura maggiori rispetto agli effetti di uno stile di vita salubre. Studi precedenti hanno infatti dimostrato che ridurre il consumo di sale fa diminuire la pressione sistolica del 3,6 mmHg, l’aumento dell’attività fisica del 4,6 mmHg e la riduzione del consumo di alcol del 3,9 mmHg.

In caso di assunzione EPA e DHA si riduce la pressione sanguigna

In generale, i dati suggeriscono che assumere almeno 2 grammi di EPA + DHA al giorno può ridurre la pressione sanguigna, con benefici maggiori tra le persone ipertesi che non assumono farmaci antipertensivi. Dosi più basse (tra 1 e 2 grammi al giorno) possono ridurre la pressione sistolica ma non quella diastolica. Secondo i ricercatori, l’effetto degli Omega-3 sulla pressione sarebbe dovuto alla loro capacità di regolare le funzioni dell’endotelio, cioè il sottile strato di cellule che riveste l’interno dei vasi sanguigni. L’endotelio ha un ruolo cruciale nella regolazione della pressione arteriosa. Studi recenti hanno infatti mostrato un miglioramento della funzione endoteliale in risposta all’EPA e DHA in soggetti con ipertensione e a rischio di patologie cardiovascolari. Questi risultati hanno un’importanza clinica significativa: una riduzione di 2 mmHg della pressione riduce il rischio di mortalità per ictus del 6%, quello per malattie cardiache del 4% e la mortalità generale del 7%.

Fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24610882/

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Categorie: Vitamine

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