La fatica cronica Non è solo colpa del cambio stagione

Siamo appena entrati in Primavera e molto spesso giustifichiamo il senso di stanchezza persistente solo con il cambio di stagione.

È sicuramente anche questa una delle cause del nostro malessere passeggero, ma esiste una fatica che non dura solo qualche settimana.

Parliamo della sindrome da fatica cronica (CFS), anche detta sindrome da stanchezza cronica, una vera e propria patologia debilitante.

Si manifesta con un senso di affaticamento persistente che influisce sulla produttività, sull’umore e sullo stile di vita della persona.

La diagnosi non è semplice.

Di sicuro non si tratta di una stanchezza legata prettamente ad un mancato riposo notturno o ad altre cause specifiche.

Si può ricondurre la “scoperta” della CFS già al 1934, quando ci fu un’epidemia di malattie da stanchezza che colpirono un gran numero di medici e infermieri dell’ Ospedale della contea di Los Angeles, poi chiamato poliomielite atipica.

Un focolaio simile si presentò nel 1955 nel Royal Free Hospital, nel Regno Unito, chiamato Royal Free Disease o encefalomielite mialgica benigna. 

Il nome CFS è stato utilizzato per la prima volta nel 1987 per descrivere una condizione simile a quella indotta dal virus Epstein-Barr (EBV), ma senza infezione da EBV.

Nel 1988 la sindrome da fatica cronica, CFS, è stata riconosciuta come vera e propria entità patologica.

Come riconoscere la CFS

Sono stati stabiliti dei criteri secondo i quali è possibile ipotizzare una probabile presenza di stanchezza cronica.

1. Affaticamento: un senso di grave affaticamento per 6 mesi consecutivi o più, non correlato a sforzi, non alleviato dal riposo e non dovuto da
altre condizioni mediche.


2. La riduzione dell’attività fisica: la stanchezza provoca una notevole
riduzione dei livelli di attività precedentemente svolti.


3. Quattro o più dei seguenti sintomi che durano 6 mesi o
più a lungo:
– Memoria o concentrazione alterate
– Malessere post-sforzo, dove gli sforzi fisici o mentali provocano un “esaurimento estremo e malessere”
– Sonno non ristoratore
– Dolore muscolare (mialgia)
– Dolore a più articolazioni (artralgia)
– Mal di testa di tipologia diversa o di maggiore gravità
– Mal di gola, frequente o ricorrente
– Linfonodi palpabili (cervicali o ascellari)


Un insieme di sintomi che mettono a dura prova le competenze mediche e psichiatriche, sia per la comprensione della presenza della sindrome, sia per il suo trattamento, necessariamente multifattoriale.

Il trattamento della CFS

Tra i rimedi proposti in una review dedicata, condotta da Teitel AD, Langone Medical Center, New York University (NYU) ti faccio notare alcuni che ti scrivo da sempre nella newsletter (se non sei ancora iscritto non perderti le mie informazioni e invia subito il form in basso!)

• Dieta sana

• Tecniche di gestione del sonno

• Mantenere una vita sociale attiva 

• Tecniche di rilassamento e riduzione dello stress 

La revisione ha anche fornito alcuni suggerimenti per la gestione delle attività ad esempio:
• Evitare di fare troppo nei giorni in cui ci si sente stanchi.
• Bilanciare il tempo tra attività, riposo e sonno.
• Suddivisione di compiti grandi in compiti più piccoli e più gestibili.
• Distribuire compiti più impegnativi durante la settimana.

Quando è necessario ricorrere ai farmaci?

In verità, nella review erano elencati due punti che ho omesso nell’elenco sopra, perché di questi non leggerai nulla nelle mie email:

• Farmaci per ridurre il dolore, il disagio, la febbre (se presenti)

• Farmaci per il trattamento dell’ansia (farmaci ansiolitici o antidepressivi)

Sai perché non hanno motivo di esserci nelle mie email?

Se stai assumendo Paleocomplex e soprattutto Paleocomplex Revolution hai provato su te stesso la risposta.

E lo sanno le persone che mi scrivono, come alcune delle testimonianze che ti mostro.

Sono persone che hanno scelto di apportare i giusti micronutrienti al proprio corpo, ripristinando il naturale funzionamento del nostro metabolismo, evitando rimedi estremi e riscontrando piuttosto un benessere inaspettato.

Non sono recensioni che leggerai su multivitaminici “classici” o su integratori singoli!

Il Paleocomplex l’ho formulato scegliendo le forme più attive dei micronutrienti e dosando le giuste proporzioni per ottenere una perfetta sinergia tra tutti.

Se non sei iscritto alla newsletter non saprai ad esempio perché NON SERVE A NULLA INTEGRARE SOLO VITAMINA D!

Anzi questo potrebbe rappresentare un SERIO PROBLEMA.

Stesso discorso per altri micronutrienti come gli OMEGA 3, presenti nel Paleocomplex in forma purissima, estratti da krill.

Si sente spesso consigliare l’integrazione per il cambio stagione, ma la selezione di micronutrienti che ho studiato non ha periodi dell’anno specifici.

Per questo non è da sottovalutare oltre alla dieta anche la giusta scelta e quantità di micronutrienti fin dai primi accenni di fatica, di stress, di sistema immunitario debole, prima che diventi una condizione cronica.

Iscriviti alla newsletter per ricevere informazioni e aggiornamenti specifici sull’integrazione e il benessere…

e se ancora non l’hai attivato, con il tuo prossimo acquisto entri nel PROGRAMMA CASH BACK e integri a prezzi sempre più bassi!

Buona integrazione,

Lorenzo Zarone

Dottore in Nutrizione – Nutraceutica

Fonti:

https://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download


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