le Vitamine e i Minerali da non farti mancare Per innalzare le tue difese immunitarie

Il nostro organismo è dotato di un sistema di difesa efficientissimo, uno scudo naturale dalle aggressioni esterne. 

La sua funzione ottimale però cambia nel corso degli anni, attraverso diverse fasi e non in tutte riesce a svolgere il suo compito efficientemente.

Un studio pubblicato sullo Scandinavian Journal of Immunology condotto all’Università di Medicina di Miami ha preso in esame un campione di 191 soggetti sani e non fumatori di 5 fasce di età diverse: neonati, bambini, adolescenti, adulti e anziani.

I ricercatori hanno studiato il pattern delle sottopopolazioni linfocitarie in questi cinque diversi gruppi di studio e hanno scoperto che le percentuali di cellule T CD8 sono diminuite in modo significativo negli anziani rispetto agli adulti.

I linfociti T svolgono l’importante ruolo di distruzione di cellule patogeni intracellulari, come i virus ed alcuni batteri, contro cui i linfociti B non possono nulla.

Questa funzione è importante per prevenire un’ulteriore proliferazione di organismi dannosi per il corpo. 

Il concetto di immunosenescenza descrive esattamente questo, un indebolimento della risposta immunitaria, man mano che questa si affievolisce il soggetto diventa più suscettibile a:

  • malattie infettive
  • scarsa risposta alle vaccinazioni
  • predisposizione a tumori
  • malattie autoimmuni 
  • malattie croniche.

Alla nascita i bambini non hanno memoria immunitaria e la protezione da agenti patogeni come batteri e virus si basa su due metodi, l’immunità PASSIVA e l’immunità INNATA.

L’immunità passiva è il modo in cui gli anticorpi materni vengono trasmessi attraverso la placenta prima della nascita, e nel latte dopo la nascita.

Il sistema immunitario innato del bambino sarà invece essenziale per difendersi dagli agenti patogeni per tutta la vita.

Alla nascita non è ancora funzionalmente maturo ma con l’avanzare dell’età raggiungerà il suo picco ottimale nell’adolescenza fino all’età di 25 anni. 

Dopo arrivano le note dolenti e i cambiamenti legati alla risposta immunitaria saranno aggravati da alcuni fattori come stile di vita, dieta, fattori ambientali, stress ossidativo e attività fisica.

Ad ogni fase della vita quindi, la risposta immunitaria non è la stessa e potrebbe fallire.

Anzi ci sono delle situazioni che mettono proprio a dura prova le nostre difese, una è la tempesta di citochine che vedremo dopo e altri sono ad esempio sono lo stress, come riportato in questo articolo sul fattore psicologico e le influenze stagionali, l’insonnia, questo fenomeno che quest’anno ha registrato il picco di ricerche su Google come riportato dal Journal of Clinical Sleep Medicine.

Questa situazione patologica del sonno sembra aver dato prova della sua influenza soprattutto sulla memoria immunologica , una ricerca infatti ha riportato come dormire la notte dopo le vaccinazioni sperimentali (in questo caso contro l’epatite A) ha prodotto un forte e persistente aumento del numero di cellule Th antigene-specifiche al virus dell’epatite (Besedovsky, Lange, Born, 2012).

Se anche tu ti sei trovato ad affrontare i disturbi del sonno ti consiglio di dare un’occhiata a questi due articoli che ho scritto su come riconoscere l’insonnia qui e come combatterla con la Glicina presente in YOUTH qui.

Tornando al sistema immunitario abbiamo iniziato dicendo come con l’età la sua efficienza diminuisca, ma non sono solo gli anni a determinarne il deterioramento… 

Ovviamente anche la genetica gioca un ruolo fondamentale ma anche altri fattori esterni possono influenzarlo positivamente o negativamente.

Diversi studi hanno visto come la malnutrizione è associata a una diminuzione dell’immunità e ad un aumento della suscettibilità a molte malattie infettive come anche dichiarato dal brevetto nutrizionale stilato dall’organizzazione delle Nazioni Unite. 

Gli interventi sulla nutrizione possono avere un impatto maggiore sulle funzioni immunitarie più di quanto comunemente si tende a dichiarare…

Una serie di micronutrienti, a partire dagli antiossidanti, possono prevenire e proteggere nel breve e nel lungo periodo da malattie infettive e virus ADESSO, e da patologie più gravi un DOMANI! 

VITAMINE

Abbiamo detto che partiamo dagli antiossidanti giusto?

Non fate caso al titolo perché stiamo parlando proprio di un potentissimo antiossidante, la Vitamina E

La vitamina E ha molte funzioni, tra le quali quella di antiossidante liposolubile. 

In questa veste agisce come disattivante dei radicali liberi, cedendo un atomo di idrogeno (stessa cosa la fa la vitamina C).

Essendo liposolubile, la vitamina E è incorporata nelle membrane cellulari, che vengono così protette dal danno ossidativo e da eventuali degenerazioni cellulari.

Controlla anche l’espressione genetica e l’attività enzimatica. 

Come riporta questo studio del Journal of Immunology l’integrazione di Vitamina E è in grado di invertire i difetti funzionali associati all’età e di ricostituire la formazione di sinapsi immunologiche dei linfociti T (Marko G. M. et al. 2007).

Cioè permette alle cellule più importanti del sistema immunitario di rimanere reattive e di continuare a riprodursi. 

Un’altro discorso invece va fatto per la vitamina D che chi mi conosce da un po’ avrà la nausa a sentirlo ribadire: 

LA VITAMINA D VA ASSOLUTAMENTE INTEGRATA.

Perché?

  1. più di ⅓ della popolazione mondiale ne è carente, e parliamo di tutte le fasce d’età, neonati compresi.
  2. stanno finalmente iniziando anche i medici a prescriverla come trattamento per i postumi influenzali. 

Questo ormone di fatto, poiché regola il metabolismo del calcio, ha un ruolo fondamentale anche nel controllo e soppressione della risposta infiammatoria delle citochine, che se il sistema immunitario non funziona bene, rischiano di impazzire e sfociare nella tempesta citochinica.

Reazione che può essere fatale.  

Ma se cercate altri approfondimenti sulla funzione immunitaria della Vitamina D potete andare direttamente al mio articolo qui.

Spero che qualcuno invece vi abbia parlato almeno una volta di quanto sia importante l’azione antivirale della Vitamina A. Le sue capacità hanno aiutato contro i gravi effetti provocati da virus come l’ebola. 

“Tra i micronutrienti, la vitamina A svolge un ruolo centrale nella normale funzione immunitaria.”

scrive Richard David Semba MD, MA e Master of Public Health della Johns Hopkins University che ha dedicato moltissime dei suoi studi al ruolo della Vitamina A nelle infezioni da HIV.

La carenza di questo nutriente viene spesso collegata alla cecità notturna o ai problemi con la salute degli occhi perché i composti liposolubili che la compongono sono il retinolo e i suoi analoghi detti retinoidi.  

Ma le conseguenze dovute alla sua carenza possono essere molto più gravi perché possono ripercuotersi sullo sviluppo e il processo di crescita e possono provocare un’eccessiva sensibilità alle infezioni. 

Uno studio longitudinale di 3 anni ha rilevato che bassi livelli basali di vitamina A (sia retinolo che carotenoidi) nel sangue erano associati a un rischio 10 volte maggiore di tubercolosi tra i contatti familiari di pazienti affetti da tubercolosi.

Ciò significa che le persone vicine ai pazienti affetti da tubercolosi hanno 10 volte più probabilità di contrarre la tubercolosi da sole se mancano di vitamina A adeguata (Aibana O. et al., 2017). 

Questa relazione è anche dose-dipendente: più bassi sono i livelli di vitamina A, maggiore è il rischio.

Anche in un contesto più ampio, i pazienti affetti da tubercolosi hanno spesso livelli plasmatici di vitamina A inferiori rispetto alla popolazione sana

Puoi trovare lo studio qui.

MINERALI

Non vi ho ancora detto del loro ruolo nella difesa immunitaria ma se siete iscritti alla newsletter so che siete già informatissimi al riguardo. 

Se ancora non lo siete vi consiglio di farlo subito al form qui sotto per scoprire tutti gli aspetti di un sistema immunitario forte. 

Comunque il concetto di base è che lo sviluppo, il mantenimento e il funzionamento delle cellule immunitarie dipende da una nutrizione adeguata, evidente in tutte le fasi della vita

Come dimostra questa ricerca, dove è stata scoperta una significativa associazione tra bassi livelli plasmatici di zinco e infezioni del tratto respiratorio nei bambini.

È stato riscontrato che la somministrazione di integratori di zinco riduce in modo significativo il carico di malattia correlata alle infezioni nei bambini (Prasad AS et al. 1988).

La correlazione tra lo zinco e le malattie infettive è che questo micronutrinete partecipa alla secrezione di timulina la quale ha un ruolo fondamentale nella differenziazione delle cellule T e nel potenziamento delle azioni delle cellule T e NK.

Anche la cooperazione di micronutrienti come il selenio, l’acido folico,  la vitamina B2, B6 e B12 influiscono in modo significativo sull’infezione negli esseri umani.

È per questo che è importante non farsene mancare nemmeno uno.

Una completa integrazione su misura basata sulle esigenze specifiche di ciascuna fascia di età può aiutare a fornire una base adeguata per una funzione immunitaria ottimale

Con Palecomplex puoi assicurartene tutta la completezza e la migliore qualità

Il dosaggio di Paleocomplex ti permette di non andare MAI in deficit di micronutrienti e se vuoi garantirti anche una megadose di antiossidanti puoi contare sul Paleocomplex Revolution.  

Leggi le recensioni di chi li utilizza da anni e Acquistali subito andando sullo Shop QUI. 


Fonti:

Valiathan, R., Ashman, M., & Asthana, D. (2016). Effects of Ageing on the Immune System: Infants to Elderly. Scandinavian Journal of Immunology, 83(4), 255–266. https://doi.org/10.1111/sji.12413

Besedovsky, L., Lange, T. & Born, J. Sleep and immune function. Pflugers Arch – Eur J Physiol 463, 121–137 (2012). https://doi.org/10.1007/s00424-011-1044-0

Age-Associated Decline in Effective Immune Synapse Formation of CD4+ T Cells Is Reversed by Vitamin E Supplementation | The Journal of Immunology. (n.d.). Retrieved 25 February 2021, from https://www.jimmunol.org/content/178/3/1443.long

Aibana, O., Franke, M. F., Huang, C.-C., Galea, J. T., Calderon, R., Zhang, Z., Becerra, M. C., Smith, E. R., Ronnenberg, A. G., Contreras, C., Yataco, R., Lecca, L., & Murray, M. B. (2017). Impact of Vitamin A and Carotenoids on the Risk of Tuberculosis Progression. Clinical Infectious Diseases: An Official Publication of the Infectious Diseases Society of America, 65(6), 900–909. https://doi.org/10.1093/cid/cix476


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
error

Segui Paleocomplex sui social e rimani aggiornato con informazioni utili e promozioni